Monday, June 17, 2002

Bologna, 17 giugno 2002


NOTA STAMPA



Consiglio comunale. Giunta assente su tutto.
Con una sola eccezione.
Un commento di Davide Ferrari.


"Nessuna risposta, in aula, su sala Borsa, Villa Aldini, Teatri di Vita.

Nessuna risposta, in aula, nemmeno sulle scuole Don Bosco, anche se la domanda era posta da una consigliera di maggioranza.

Questo il comportamento, oggi, della Giunta che - ormai da settimane - sempre di più imita il Sindaco nella latitanza dal Consiglio comunale.

L'unica risposta che la Giunta si è sentita in dovere di dare, ha riguardato l'area di sgambatura dei cani dietro al Circolo Tennis dei Giardini Margherita.

In questo caso "è sceso" in Consiglio il Vice Sindaco. Si sa… di fronte alla sgambatura…."



Davide Ferrari
Bologna, 17 giugno 2002


NOTA STAMPA

Stragi nelle strade: non perdere un giorno.
Corsi per insegnanti e un voto in educazione stradale per gli studenti
Una proposta di Davide Ferrari

"L'ennesima strage avvenuta sulle strade in questi giorni sta già provocando importanti reazioni e molte proposte.

Viene in luce sempre di più un nodo: il rapporto fra comportamenti nelle strade e comportamenti e stili di vita , e quindi, fra educazione stradale e educazione scolastica.

Io avanzo una precisa proposta che l'autonomia delle scuole, approvata nel periodo Berlinguer, rende del tutto possibile.

Una proposta in due tappe:
1. nell'anno 2002-2003 la Provincia, il Comune e le scuole secondarie, di 1° e 2° grado, di Bologna, devono promuovere un corso annuale di educazione stradale per insegnanti che sono nelle classi (negli ambiti delle cosiddette "funzioni obiettivo");
2. dal 2003-2004 nelle classi dove insegnano docenti già formati, gli studenti potranno così essere valutati anche per quanto riguarda le materie dell'educazione stradale.
Il voto in educazione stradale si potrebbe fare incidere per la metà del voto di condotta.

E' una sperimentazione possibile e necessaria.

Non si può perdere un giorno.

La strada uccide più giovani, soprattutto minori, di qualsiasi malattia, più - in Italia - di quanto fece la guerra."



Davide Ferrari
Bologna, 11 giugno 2002


NOTA STAMPA



Oggi, soltanto pochi minuti prima di andare i conferenza stampa, Marina Deserti e Marco Zanzi hanno presentato, ai consiglieri comunali riuniti in Commissione Cultura, il programma dell'Estate Culturale:

Ci riserviamo un giudizio più meditato ma subito, si può notare che:

- i progetti presentati dalle Associazioni culturali al bando dell'Amministrazione comunale sono stati di numero limitato e ancor meno sono quelli approvati: quindi vi è stata poca informazione e poco coinvolgimento; è pertanto scontato che il risultato non corrisponda alla ricchezza che la città esprime.

- appare necessario rilanciare la specificità civile e politica del "2 Agosto" che viene "affiancato", nel concerto, da altra precedente e importante manifestazione;

- la parte prevalente e certamente più valida della programmazione è curata dalle autonome Istituzioni culturali della città. Ciò impone ormai una riflessione sulla divisione del budget per la cultura, che deve privilegiare sia le Istituzioni che le libere associazioni di base e assai meno eventi episodici che, ormai, non sono più nemmeno il clou dell'estate.



Gruppo Due Torri
Bologna, 11 giugno 2002


NOTA STAMPA


Giù alberi, su palazzi.

La maggioranza di centro-destra ha, ieri, compiuto tre gravi scelte contro l'ambiente:
1. è stato approvato il piano integrato di Via Baroni, nonostante le giuste proteste dei cittadini respingendo il nostro ordine del giorno che - unico - chiedeva di non ammettere il piano.
2. è stato approvato il piano integrato di Via del Tuscolano che assurdamente edifica in una zona carica di fonti di elettrosmog e passaggio carburanti.
3. È stato approvato un ordine del giorno per nuove costruzioni, oltre quelle approvate dai tecnici del Comune, che evidentemente la maggioranza ritiene un ostacolo.

Per quanto ci riguarda - sulla delibera - abbiamo esaminato i progetti uno per uno, distinguendo il voto, come i Quartieri che sono a maggioranza Ulivo.

E' il segno di una opposizione seria e forte che, proprio per questo, ha le carte i regola per stare accanto ai cittadini nella battaglia che continua per il verde e l'ambiente.



Davide Ferrari
Nota Stampa

Bologna, 10 Giugno 2002


"Con i servizi cimiteriali non si può scherzare".
Il Gruppo Due Torri chiede trasparenza sulle trattative Comune - SEABO.

Il Capogruppo Davide Ferrari e il Consigliere Alessandro Ramazza hanno posto oggi alla Giunta la seguente domanda

"Considerando le iniziative sindacali programmate in questi giorni per discutere la situazione dei servizi cimiteriali, già annunciate alla stampa e le ripetute dichiarazioni che in questi giorni hanno fatto cenno ad una intenzione del Comune di Bologna di cedere a SEABO la gestione di questi servizi

chiedono di conoscere

· se il Sindaco di Bologna ha già posto queste intenzioni all'ordine del giorno del Consiglio di Amministrazione di SEABO;
· se esiste una risposta dell'impresa considerando l'assenza di ogni riferimento a questi servizi nel piano industriale di SEABO;
· se l'Amministrazione Comunale ha già provveduto a definire gli obiettivi da garantire comunque alla città, in un servizio pubblico fondamentale, anche in presenza di eventuali esternalizzazioni, e quando intende darne conto al Consiglio Comunale".

Ha risposto l'Assessore Salvioli dichiarando, nella sostanza che è vero che il Comune intende cedere i servizi cimiteriali, anche per ovviare ai disservizi che i cittadini rilevano, ma che con imprese interessate ad assumere tale servizio si sarebbe ancora alle prime battute di un confronto.

Ferrari si è quindi dichiarato del tutto insoddisfatto.

"Con i servizi cimiteriali non si può scherzare.

Sono una delle priorità evidenti di qualunque Amministrazione Comunale, di qualunque città.

La Giunta sta trattando con SEABO, come è evidente, al buio senza alcuna trasparenza e senza fissare prima, in Consiglio Comunale gli obiettivi di qualità che questi servizi dovrebbero raggiungere - così ha concluso Ferrari - l'opposizione quindi, fin dalle riunioni di commissione di questa settimana porrà con forza la necessità di discutere alla luce del sole di questa vicenda".

P. l'ufficio stampa
M.B.

Thursday, June 06, 2002


Nota Stampa


Bologna, 6 Giugno 2002


Galletti si tiene i biscotti.
Per ora, le scuole ancora senza.

Ricevo in data odierna una curiosissima risposta dell'Assessore Galletti a una mia interpellanza sulla interruzione della fornitura, da parte del Comune, di biscotti e altri prodotti alimentari, la mattina nelle scuole bolognesi.

Galletti annuncia che per ora la sospensione dei biscotti permane.

Una sola cosa si capisce: che in due mesi un Comune grande come Bologna non riesce a risolvere il problema di garantire che non vengano distribuiti prodotti scaduti.

Sono note invece le proteste di tante famiglie che hanno visto i loro figli ridotti al solo latte.

Le famiglie possono aspettare, fra i mugugni e fame, tanto ormai siamo alla fine dell'anno scolastico.

Un problema che si può risolvere in poche ore, scegliendo prodotti adeguati e di lunghissima conservazione, con un accordo con i Quartieri e le Direzioni Didattiche diventa un problema "di Stato".

Si annuncia anche che il ripristino delle forniture potrà avvenire, secondo l'Assessore, solo caso per caso, scuola per scuola, e quel che è peggio si invitano le sezioni della scuola dell'infanzia ad incrementare la pratica delle merende date e controllate dalle sole famiglie.

Così i problemi aumenteranno e ugualmente aumenteranno i rischi di una cattiva alimentazione.


Davide Ferrari

A Bologna, A FIANCO DEL "LAVORO".

Il primo giudizio che occorre dare, a Sinistra, sulla rottura registrata fra i Sindacati Confederali nella trattativa con il Governo e le altre parti sociale deve essere netto: la CGIL sta tenendo fede agli impegni presi in difesa di tutto il mondo del lavoro.

E' un impegno nei confronti sia di chi giustamente gode del diritto a non essere licenziato senza giusta causa, sia di chi, già oggi, si vede negato questo diritto.

Non c'è ombra di pregiudizio nella posizione che ha rappresentato Sergio Cofferati.

Tanto è vero che la CGIL parteciperà ai tavoli su fisco, mezzogiorno, e lavoro sommerso mentre deciderà le forme più adeguate per proseguire la lotta per mantenere l'Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Non bisogna banalizzare il problema grave rappresentato dalla diversa posizione di CISL e UIL.

Per un motivo di fondo: c'è il rischio di vedere il Sindacalismo Confederale, non solo diviso, ma trasformato nella sua natura e nel suo ruolo.

Due grandi centrali storiche, CISL e UIL, che rappresentano realmente parti importanti della società, non solo del lavoro, possono essere indotte, per una scelta sbagliata, a trasformarsi in Sindacati a cui è destinata l'assistenza, la consulenza, la delega, nel rapporto con i lavoratori, di funzioni che devono rimanere pubbliche e delle istituzioni.

Si perderebbe così l'autonomia di una grande parte di quella ricca realtà di corpi associativi intermedi fra lo Stato e i cittadini che è una delle maggiori ricchezze della particolare Democrazia Italiana.

Questo segnerebbe un punto di arretramento, sia detto per inciso, particolarmente serio per il mondo del cattolicesimo democratico, che per primo ha capito e interpretato questa autonomia civile.

Il populismo reazionario, non conservatore, di Berlusconi non chiederebbe di meglio.

Ma questa trasformazione può pesare anche oltre la fase politica attuale, segnata dal primo Governo che si fonda su un accordo programmatico con le parti retrive della Confindustria.

No, davvero non si può affrontare questo difficile momento su un piano prevalentemente tattico.

In primo luogo bisogna pensare a mantenere saldo il rapporto con la grande maggioranza dei lavoratori di tutte le generazioni, e dei cittadini che hanno manifestato, in ogni occasione, in questo anno di fuoco, la propria volontà di avere ed esercitare diritti di libertà.

E' questa una motivazione forte ed unitaria, il vero filo che ha collegato le lotte dei metalmeccanici per il diritto a giudicare il proprio contratto, agli studenti ed agli insegnanti che hanno chiesto salvezza e sviluppo per la scuola di tutti, la scuola pubblica.

E questo ciò che ha unito soprattutto l'insieme dei milioni di persone che hanno, manifestato il 23 Marzo, il 16 Aprile allo sciopero generale, il Primo di Maggio, a Bologna, come e più che in tutte le città d'Italia.

E' questa la forza unitaria che può rimettere in carreggiata tutto il movimento sindacale, sospingerlo a ritrovare unità di prospettive e di azione.

Le prime reazioni nell'Ulivo sono state inevitabilmente molto problematiche.

Non poteva essere diversamente.

Ma, per ritrovare la strada, bisogna guardare in faccia ai contenuti dello scontro sociale.

Se la Sinistra e l'Ulivo apparissero disponibili a dividere sui diritti le generazioni, a separare e a contrapporre, come tanti invocano, i padri dai figli, a considerare inevitabile una istituzionalizzazione del Sindacato Confederale, la sconfitta potrebbe essere ancora maggiore, assai più duratura, di quella politica registrata il 13 Maggio del 2001 con l'affermazione di Berlusconi.

Spetta, invece, ai Democratici di Sinistra, ne sono profondamente convinto, che sono il principale partito della Sinistra e che sono stati e sono una delle forze trainanti dell'Ulivo, un lavoro difficile ma decisivo.

Non si tratta di fare un esercizio propagandistico dell'Opposizione, bisogna porre il tema di una alternativa all'azione di divisione operata dal Governo.

Bisogna sia realizzare sia una vasta campagna di iniziative attorno alla proposta di un nuovo Statuto dei Lavoratori, sia mettere in campo un programma per la qualità ed anche la quantità dello sviluppo.

La grande debolezza del Governo e di chi lo sostiene è infatti anche e principalmente nella incredibilità del suo programma economico.

Chi non sa come aiutare la produzione di ricchezza non può che dividere i diritti.

Il Governo attende la ripresa e promette agli imprenditori libertà di licenziare invece di una politica per lo sviluppo, della quale c'è molto bisogno anche in una realtà forte come la nostra.

Da questa Legge Finanziaria, fondata su tagli e conti quanto meno approssimativi, alla prossima, si giocherà una partita lunga e decisiva, per la democrazia e per lo sviluppo.

Una partita che si gioca anche a Bologna.

Per il Governo, così come per chi amministra la nostra città, la politica industriale non conta, la formazione non è una priorità.

Ma senza innovazione si colpiscono proprio quei distretti economici e sociali, come quelli emiliani e bolognesi, fatti di imprese medie e di un artigianato diffuso che vincono sulla competitività e non sull'assistenzialismo.

Certamente non basta loro risparmiare sulla forza lavoro per competere.

A noi dimostrare che è possibile una politica diversa, che moltiplichi e rinnovi le forze produttive e coinvolga lavoratori ed imprenditori in un confronto fra cittadini, sulla proposta di uno sviluppo e di un lavoro adeguati alla qualità ed al sapere che già appartengono alle persone che vivono nella nostra realtà.

E' qui che si può saldare una alleanza più forte, da tutto l'Ulivo a Rifondazione, alle nuove generazioni, per garantire alla città una direzione adeguata.

Bologna, infatti, deve affrontare una grande prova per riproporsi come una città che conta: stare a fianco del lavoro, inequivocabilmente.

Davide Ferrari
Bologna, 3 giugno 2002


NOTA STAMPA


Riccomini prosciolto.
Sindaco e Assessori dettero prova di insipienza.



Intervenendo in Consiglio comunale, in inizio seduta, Davide Ferrari, Capogruppo Due Torri - DS, ha ricordato il proscioglimento da ogni accusa del professor Eugenio Riccomini.

"Riccomini svolgeva un lavoro preziosissimo, unico, per i musei cittadini e per la divulgazione della cultura.

Hanno dato prova di insipienza sulla cosiddetta 'vicenda Riccomini' sia il Sindaco Guazzaloca, che non spese una parola di solidarietà, nonostante gli avesse rinnovato l'incarico sia, doppiamente, l'Assessore Deserti che addirittura giunse ad auspicare che l'allontanamento di Riccomini fosse occasione per una ristrutturazione della dirigenza museale.

Si, insipienza, una chiara insipienza amministrativa che ha fatto del danno alla città. Bastava pochissimo per assicurarsi ancora l'opera di Riccomini. Il Comune di Bologna non ha fatto nulla.

Auspico, come migliaia e migliaia di cittadini interessati al suo lavoro, che possano trovarsi nuove occasioni per avere a fianco della pubblica amministrazione comunale, ancora, a Bologna, Eugenio Riccomini."

p. l'ufficio stampa
M.B.

Saturday, June 01, 2002

Festa de L'Unità "Due Madonne 2002",
Democratici di Sinistra: Savena-S.Stefano

Incontro con:

GIUSEPPE ALBERIGO, storico

DAVIDE FERRARI, capogruppo
"Due Torri"

FEDERICO STAME, politologo

oggi, DOMENICA 2 GIUGNO,
Festa della Repubblica, alle ore 21,
presso la Festa dell'Unità di via Due
Madonne, sul tema:

L'OGGI DELLA REPUBBLICA:
"PER LA COSTITUZIONE, PER LA
DEMOCRAZIA, PER LA GIUSTIZIA"

Presiederà: STEFANO MARCHIGIANI

"Due Madonne 2002"
Il Comitato della Festa
(ER) SPORT BOLOGNA. STADIO DEL RUGBY, LA FEDERAZIONE SE NE VA=
FOSCHINI: AVANTI LO STESSO COI PRIVATI; Ferrari: MA così SERVE DAVVERO?
-------------------------------------------------------------
(DIRE)- BOLOGNA- IL COMUNE, STA PER PUBBLICARE (UN PO' A SORPRESA) IL BANDO DI GARA PER LA REALIZZAZIONE DEL NUOVO STADIO DEL RUGBY NELLA ZONA DELLO SPIRAGLIO. PER LA VERITA', PER REALIZZARE L'OPERA C'ERA UN'ALLEANZA TRA PALAZZO D'ACCURSIO E LA FEDERAZIONE NAZIONALE RUGBY (FIR), CHE ALL'ULTIMO MOMENTO, PERO', SI E' TIRATA INDIETRO.
L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE, PERO', NON SI E' FERMATA E, ANZI, CON L'ASSESSORE ALLO SPORT, PAOLO FOSCHINI, OGGI HA SPIEGATO IN COMMISSIONE CHE IL PROGETTO DI COSTRUZIONE DI UNO STADIO DEL RUGBY RESTA IN PIEDI E CHE ADESSO SI CERCHERA' DI FARE AFFIDAMENTO SUI PRIVATI. UN'ANNUNCIO CHE AI DS E' PIACIUTO POCO:
FINCHE' C'ERA LA FEDERAZIONE NAZIONALE RUGBY "CHE VOLEVA FARE A BOLOGNA LA COVERCIANO DEL RUGBY" ERA UN CONTO, OSSERVA IL CAPOGRUPPO DELLA QUERCIA, DAVIDE FERRARI, MA ADESSO "COSTRUIAMO UN NUOVO IMPIANTO SULLA BASE E SULLO SFONDO DI QUALE POLITICA NAZIONALE PER QUESTO SPORT?". A FERRARI, POI, E' PIACIUTO ANCOR MENO CHE DELLA NOVITA' SI SIA VENUTI A SAPERE SOLO GRAZIE A UNA
INTERPELLANZA DELLA QUERCIA E NON PER INIZIATIVA DELL'ASSESSORE.
NESSUNO SAPEVA NIENTE, E QUESTO PROPRIO MENTRE STA PER ARRIVARE IL PIANO PARTICOLAREGGIATO CHE RIDISEGNA LE DESTINAZIONE URBANISTICA DELLA ZONA DELLO SPIRAGLIO PER FARE SPAZIO AI NUOVI IMPIANTI. FOSCHINI, INVECE, ESCLUDE PROBLEMI E ASSICURA: "AGIAMO NELLA MASSIMA TRASPARENZA". I DS NON SI ACCONTENTANO E CHIEDONO UN'AUDIZIONE DELLA COMMISSIONE CON LA FEDERAZIONE ITALIANA RUGBY.
(MAC/ SEGUE)
17:52 28-05-02

(ER) SPORT BOLOGNA. STADIO DEL RUGBY, LA FEDERAZIONE SE NE VA (2)=
-------------------------------------------------------------
(DIRE)- BOLOGNA- FINO A UN ANNO FA, L'ACCORDO COMUNE-FEDERAZIONE RUGBY PROCEDEVA SECONDO I TEMPI. A MAGGIO 2001 ARRIVA IL REFERENTE FIR E PARTE L'ISTRUTTORIA PER PREDISPORRE IL PIANO URBANISTICO, "CON IL COINVOLGIMENTO DEL QUARTIERE SAN VITALE E DEI RESIDENTI DELLA ZONA". A LUGLIO IL PRIMO SEGNALE: LA FIR CONFERMA L'INTERESSE AL PROGETTO, MA LE CASSE DEL CONI LA OBBLIGANO A UNA "PAUSA DI RIFLESSIONE". DI LI' A POCO LA FIR SI CHIAMA FUORI, MA SUGGERISCE AL COMUNE SI ESSERE SOSTITUITA DA UNA SOCIETA' SPORTIVA INDICATA DALLA STESSA FEDERAZIONE. "NON SONO STATO D'ACCORDO- SPIEGA FOSCHINI- UN CONTO E' CONVENZIONARSI CON LA FEDERAZIONE NAZIONALE, UN ALTRO E' CON UNA SOCIETA' SPORTIVA, AVREMMO VIOLATO LE LEGGI" CHE PREVEDONO DI ASSEGNARE LA COSTRUZIONE E GESTIONE DEGLI IMPIANTI CON DELLE GARE. DI MEZZO, POI, C'ERANO ANCHE GLI INDIRIZZI VOTATI DAL CONSIGLIO COMUNALE, CHE PREVEDEVANO ACCORDI CON LA FEDERAZIONE.
IL COMUNE PROCEDERA' CON IL BANDO, IN CUI TERRA' IN CONTO L'ENTITA' DELL'INVESTIMENTO NECESSARIO (9 MILIONI DI EURO) E VALUTERA' ANCHE SE CONCEDERE SCONTI SUGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE.
"SONO INSODDISFATTO E PREOCCUPATO DI QUESTA RISPOSTA- REPLICA FERRARI- QUESTO STADIO E' DAVVERO UNA PRIORITA'? TRA L'ALTRO, NON MI RISULTA CHE I RESIDENTI DELLA ZONA SIANO POI COSI' CONTENTI DI QUESTO PROGETTO".
(MAC/ DIRE)
17:52 28-05-02
Bologna 27 maggio 2002

NOTA STAMPA


Alberi: maggioranza divisa. Due Terzi del Consiglio per la discussione dell'ordine del giorno dei DS.
Ferrari: " Un successo per i cittadini".





Sono molto soddisfatto dei due voti con i quali, il Consiglio comunale ha messo in discussione, considerando prioritario, il mio ordine del giorno che chiede di sospendere gli abbattimenti indiscriminati degli alberi e una verifica scientifica con l'Università, dei criteri di cura ed anche delle eventuale eliminazione delle piante malate.
Con lo stesso ordine del giorno si predispone di piantare due alberi nuovi ogni pianta abbattuta.
E' un successo per i cittadini che hanno protestato con tanta civiltà in questi giorni davanti allo scempio.
Spiace vedere che la Tua Bologna è rimasto l'unico gruppo ad insistere ostinatamente con i suoi Niet , anche a fronte di un parere positivo di oltre i due terzi del Consiglio comunale,
Vedremo adesso quale sarà il voto finale, che dovrà esserci entro la tarda sera.
Credo difficile, a questo punto, che il Consiglio comunale possa evitare un voto comunque di limitazione degli abbattimenti sciagurati.



Davide Ferrari


Saturday, May 25, 2002


Comune di Bologna
Gruppo Due Torri

Nota stampa
25 Maggio 2002

Ferrari:"Attenzione ci sono i genitori"
"Garagnani ha dovuto vedere quanti sono i no alla
Moratti.Anche l'Ulivo deve riflettere"

Davide Ferrari, capogruppo Due Torri-Ds in
Consiglio comunale ha partecipato alla manifestazione
di oggi, a Bologna, per la difesa della scuola
pubblica.

"E' evidente che siamo numerosi, così come è
chiaro il carattere di questa manifestazione.
-Così ha dichiarato alla stampa-
Innanzitutto sono presenti le scuole di base,
dalle materne alle medie.
Questo vuol dire che la presenza principale è
delle famiglie.
Attenzione quando scendono in campo i genitoiri,
per il diritto a scuole belle e che siano aperte
per tutto il tempo necessario, senza tagli, vuol
dire che per la politica deve squillare un
campanello di allarme.
Qui vedo molte famiglie, un pezzo di società, non
una scheggia ideologica.
Lo capiscano i parlamentari del polo che hanno il
dovere di rappresentare alla Moratti il forte
dissenso che c'è a Bologna verso la sua
controriforma, non chiedere ispezioni e carabinieri come ha
fatto Garagnani."

Rispondendo alla domanda:da dove può ripartire
una politica per le scuole, Ferrari ha risposto:

"Da questa parola d'ordine che dice una grande
verita: La scuola non è un'azienda.Prioprio perchè
nella sua vita e attività non c'è nulla che si
compra e nulla che si vende. si educa. C'è molto da
riflettere anche per l'Ulivo".

Ufficio stampa Gruppo Due Torri.



Bologna, 25 Maggio 2002

Pubblichiamo il testo di un articolo del
quotidiano "Il Domani di Bologna",
del 23 Maggio.


................................................................................\

"Le opposizioni: "i tetti di spesa
fissati dal decreto Tremonti
danno incertezza sui conti 2002 e il
rischio di chiusura dei servizi nel
2003.

Finanziaria: Bologna sotto tiro.

Lunedì prossimo il consiglio straordinario sul bilancio chiesto
dall'Ulivo e Prc."
--------------------------------------------------------------------

Il governo "amico" ha rovinato i piani al Comune. Con la legge

finanziaria del governo Berlusconi sono stati imposti tetti alla

spesa delle amministrazioni comunali, creando disagi e

preoccupazioni. Meno soldi vuol dire meno servizi e per questo

motivo il Comune di Bologna tenderà sempre più a esternalizzarli.

Per discutere di questi problemi le opposizioni hanno chiesto un

consiglio comunale straordinario che si svolgerà lunedì prossimo.

Intanto arrivano le dure critiche da parte di Davide Ferrari,

presidente del gruppo Due Torri-Ds a Palazzo D’Accursio:

«Quando, come sempre, alla fine dello scorso anno il Comune di

Bologna si è trovato a discutere del proprio bilancio, a differenza di

quanto avvenuto in tutti i comuni d’Italia, la giunta si è presentata

sostenendo che la legge finanziaria di Berlusconi non avrebbe

avuto nessuna conseguenza negativa sui servizi, sui conti e sul

futuro del Comune di Bologna. L’opposizione ha sostenuto una

posizione contraria presentando alcune indicazioni di priorità -

prosegue Ferrari - perché, consapevoli che la coperta si sarebbe

accorciata, il Comune avesse dato un più forte indirizzo sociale al

bilancio». Hanno accolto le vostre richieste? «No - dice il

capogruppo Ds - La maggioranza ha respinto quelle proposte.

Sono passati solo alcuni mesi e in marzo, quando i conti veri sono

stati fatti, la stessa amministrazione spaventata ha dovuto

ammettere con una circolare dei propri uffici che l’imposizione di

tetti rigidi non solo al bilancio, ma anche al pagamenti dei comuni

da parte del governo, costringeva anche Bologna ad una

contabilità non di indirizzo ma di avaro rilascio di fondi e sembrava

addirittura che si desse mandato agli uffici di ritardare i

pagamenti». A questo punto la confusione negli operatori che

lavorano con il Comune di Bologna ha preso il sopravvento.

«Nelle scorse settimane l’amministrazione, con l’assessore al

bilancio Gian Luca Galletti - commenta Ferrari - ha dovuto fare un

accordo particolare con le cooperative sociali che sono fornitrici

dei servizi alla persona più delicati garantendo loro il pagamento

di quanto dovuto». E gli altri? «È evidente che proprio questo atto

di accordo, pure importante e condivisibile, lasci l’interrogativo sul

complesso degli altri interventi - ribadisce Ferrari - In una recente

commissione, (15 maggio), l’assessore non ha affatto smentito

quelle cifre che erano state indicate come tetto massimo di spesa

reale concreta settore per settore». A questo punto l’opposizione

torna a chiedere chiarezza, «non è possibile che riducendo così

drasticamente le spese possibili - ribatte il diessino - si consideri

il risparmio, di per sé problematico nel campo dei servizi degli enti

locali, come qualcosa da ottenersi semplicemente riducendo di

un tot percentuale le possibilità di spendere. No, bisogna

indirizzare su priorità nella chiarezza verso la città i propri

investimenti». Quali saranno le vostre prossime mosse?

«Abbiamo chiesto un consiglio comunale straordinario - dice

Ferrari - che si svolgerà lunedì prossimo, proprio sui rapporti tra

bilancio e legge finanziaria. Chiederemo in quella sede che

l’amministrazione si presenti con precisi piani di spesa settore

per settore indicando le priorità che si vogliono raggiungere entro

quest’anno, perché tutte le spese che verranno rinviate al

prossimo anni, andranno a pesare sul bilancio dell’anno futuro».

In sostanza «di anno in anno la possibilità di pagare i conti dei

servizi alle persone verrà a ridursi drasticamente. Su questo gli

uffici del comune hanno lanciato un grave allarme che ci

preoccupa. Hanno detto che se non si cambia drasticamente

l’indirizzo finanziario dello Stato, quello voluto da Berlusconi e

Tremonti, il risultato sarà la necessaria ed obbligatoria

esternalizzazione massiccia di tutti i servizi comunali». Questo

«non vuole di per sé dire privatizzazione ma, soprattutto

conoscendo l’indirizzo politico e la superficialità amministrativa di

questa giunta, il rischio è forte. E poi trovarsi da un lato istanze

privatizzatrici e dall’altro pasticci, confusioni e ritardi in presenza di

pochissimi soldi da spendere può gettare nel caos i servizi».

Cosa chiedete alla giunta? «Noi vogliamo che se ne discuta

apertamente - conclude il capogruppo della Quercia - queste non

sono discussioni da prendere nelle soffitte di un assessorato, ma

da consiglio comunale sulle quali coinvolgere forze economiche,

fondazioni bancarie, organizzazioni sindacali, per decidere

insieme alla città. Da parte nostra presenteremo dieci proposte,

già descritte nelle petizioni che abbiamo presentato in internet, di

indirizzo prioritario sul bilancio, riviste alla luce di questi mesi che

sono passati. Vogliamo riproporre in particolare la manutenzione,

la qualità dei servizi alla persona, che sono fondamentali. Questi

temi erano già maturi a dicembre, tanto più adesso, a maggio.

Non ci interessa fare dello scandalismo sul conto del Comune,

Bologna è una città ricca, con un’amministrazione che il

centrodestra ha ereditato con conti solidissimi, l’importante è non

cercare di coprire, come si è fatto in questi due anni, l’imprevidenza e

l’incapacità di programmare con l’aumento della tassazione

fiscale, non negare i problemi per poi trovarsi all’ultimo momento

tra tagli e svendite».

Di Cristiano Zecchi.
Pubblichiamo la trascrizione dell'intervista della
rivista telematica svedese SVT, a DAVIDE FERRARI,
direttore di Impegno nuovo, membro della Direzione
Naz. dei DS.

FERRARI risponde alle domande di Carmen Striegel
sull'ottantesimo anniversario della nascita di Enrico
Berlinguer (25 Maggio 1922).

La redazione di Impegno nuovo.

......................................................
"Enrico Berlinguer, per l'oggi più che per il suo
stesso tempo".
Intervista a Davide Ferrari
......................................................

Berlinguer è stato un innovatore od un conservatore ?

=Berlinguer amava dire che occorre essere
rivoluzionari e conservatori. Era il segno di una
contraddizione permanente del marxismo italiano e del
PCI. A lungo andare le architetture, pure
sofisticatissime del materialismo storico italiano ,
della linea che da Labriola va a Togliatti,non sono
più riuscite a reggere questa contraddizione.
Berlinguer cercava una via per mantenere il meglio
della tradizione culturale italiana, dal cattolicesimo
democratico fino appunto al materialismo marxista
gramsciano, riletto con le prudenti lenti
togliattiane.
L'intento era forse impossibile da raggiungere ma
lodevole, di alto profilo, come tutto del resto in
"Enrico".

Berlinguer continuatore di Togliatti, dunque?

=Si è detto spesso il contrario, ma la mia risposta è
sì.
Certamente sì. Ne è stato l'erede più vero, il
prescelto.
Ma il carattere dei due uomini politici era, o almeno
appariva, molto diverso.
Più pronto nel fissare mete politicamente
raggiungibili e realistiche Togliatti, più capace di
vedere e descrivere uno scenario di prospettiva
Berlinguer.
Togliatti era un politico capace di filosofia.
Berlinguer un uomo di pensiero, se non un filosofo,
appassionato alla lotta politica.Berlinguer
assomigliava più a Gramsci, aveva certamente una
minore ampiezza intellettuale ma, dico una eresia,
possedeva più fermezza morale e senso dell'ascolto
degli altri, del plurale flusso degli eventi, dello
stesso Gramsci.
Gramsci era più soggettivista, "soreliano",
gentiliano.
Berlinguer era un crociano, ma, se si può dire, con
una grande simpatia per Cristo, per l'assoluto,
intendo.
Questa dote, guardare all'assoluto per scoprirsi
limitati e quindi veramente "democratici", attraverso
la riscoperta del valore della nostra personale
individualità, del nostro essere di uomini e donne, e
insieme di quella altrui,dei prossimi, e di quelli
solo apparentemente distanti, lo avvicina molto alle
generazioni nuove che dagli anni settanta ad oggi
hanno questi segni.
Molto al pensiero, immenso e spesso misconosciuto, dei
movimenti di liberazione femminile.
Sì in qualcosa Berlinguer è stato più avanti anche di
Gramsci, non solo di Togliatti.

Perchè Berlinguer era molto amato dal popolo italiano
e pochissimo dai dirigenti del suo partito, il PCI,
ora DS ?

=Non so se è stato poco amato. Certo è stato poco
compreso. Piacque a molti il compromesso storico
perchè sembrava dare uno sbocco di governo a decenni
di lotte.
Non me la sento di condannare questa ansia di
governare, che pure ha fatto molti danni.
In un politico è anche il segno della volontà di fare.
Ma il compromesso di Berlinguer dilatava, non
restringeva, l'ambito delle riforme, fino a
ricomprendere spazi di siocialismo, cioè di
rivoluzione.
Mentre molto del pensiero ufficiale del PCI tendeva a
declamazioni verbali impegnative, con richiami a Lenin
e alla solidarietà internazionalista rivoluzionaria,
ma ad una proposta politica molto molto più
accomodante di quella di Berlinguer.
Quando con l'alternativa e la critica alla
degenerazione morale della vita dei partiti è stata
più evidente questa distinzione fra il pensiero di
Berlinguer e quello della grande parte dei quadri e
degli stessi militanti, "Enrico" è rimasto solo. Credo
che gli anni dell'alternativa, dei bagni di folla ai
cancelli della Fiat, del duro confronto con Craxi,
siano stati di grande solitudine, nonostante il
possente e ingenuo amore di tanti di noi, soprattutto
chi allora era giovane o giovanissimo.

Ma se era così isolato perchè riceveva tanto affetto
popolare?

=Berlinguer rappresentava la sicurezza ed il fascino
di un uomo fermo nei suoi principi ma non
irragiungibile, più avanti di noi tutti ma non in
un'altra dimensione.
Credo che tanti italiani comprendessero che i talenti
di "Enrico" avrebbero potuto portarlo ad esprimersi in
altri campi ma che egli aveva scelto la militanza, e
la proseguiva, per condivisione, per amore verso il
popolo. Un sentimento cristiano, che appartiene molto
agli italiani soprattutto a quelli che erano i
comunisti italiani.


Quale è l 'idea di Berlinguer che le sembra ancora
attuale?

= Molte idee di Enrico Berlinguer sull'Italia sono non
solo attuali ma appartengono all'oggi, più che al suo
stesso tempo.
Basta pensare al richiamo alla "questione morale".
Ma essendo queste parole rivolte a lettori e
spettatori di un altro paese sono certo di dover
indicare un'idea più generale, che va oltre i confini
della nazione italiana.
E' l'idea che il mondo ha bisogno di un governo unico
e democratico e che tutto deve rivolgersi alla
dimensione universale dei problemi.
Una sorta di internazionalismo democratico
universalista.
Assomiglia molto alla parola d'ordine dei movimenti
new global: "globalizzare i diritti".
Non solo è un'idea attuale ma è anche profondamente
giusta.
E' quello che resta e resterà della "terza via" di
Berlinguer. Non un pasticcio per salvare il retaggio
sovietico ma il senso che il mondo deve darsi una
democrazia nuova, ben più forte, allargata ai
cittadini di tutto il pianeta.
E' a ben vedere una visione del tutto anti-ideologica,
perchè le ideologie tendono a bastare a se stesse,
mentre l'universalismo berlingueriano no, comprendeva
bene la loro drammatica insufficienza.
Berlinguer ha molto da dire alla sinistra europea di
oggi, in profonda crisi ma che deve ritrovarsi,
combattere l'immoralità del populismo, della
demagogia, di un ritorno alla forza, al terrore, alla
ritorsione.
Con lui Palme, Brandt, Kreisky. Uomini che non
poterono incontrarsi e lavorare assieme compiutamente
ma che avevano il senso della mondialità, del
conflitto nord-sud.
Allora era preveggenza. Oggi il mondo è in ognuno dei
nostri quartieri.

(Trascrizione di A. Accattato)



Thursday, May 23, 2002

Bologna di oggi: alberi abbattuti e buche dappertutto..

Riportiamo due testi tratti da servizi dell’Agenzia giornalistica DIRE.

AMBIENTE BOLOGNA. DS: "VIA MARZABOTTO, ASSURDA MATTANZA"= FERRARI: "CITTADINI PREOCCUPATI E TECNICI COSTRETTI A PROCEDERE" -----------------------



BOLOGNA- UNA "MATTANZA", COMPIUTA PER "ORDINE DELLA GIUNTA GUAZZALOCA". COSI’ TESTIMONIA DAVIDE FERRARI, CAPOGRUPPO DEI DS IN CONSIGLIO COMUNALE.
E' STATO STAMATTINA IN VIA MARZABOTTO, DOVE PER OGGI ERA PREVISTO IL TAGLIO DEGLI ALBERI GIUDICATI PERICOLOSI. "HO PARLATO CON I TECNICI PRESENTI- AFFERMA FERRARI- I QUALI, NELLA VERGOGNOSA ASSENZA DI OGNI ASSESSORE, MI SONO APPARSI CIRCONDATI DAI CITTADINI CHE, CON CIVILTA' MA CON GRANDE PREOCCUPAZIONE, TESTIMONIANO DEL VALORE DELL'ALBERATURA PER LA VITA E LA QUALITA' DI QUELLA VIA, DI QUEL QUARTIERE.
DALLE RISPOSTE DEI TECNICI E' APPARSO CHIARO CHE ESSI LAVORANO SOTTO UNA URGENZA POLITICA FATTA DI CONFUSIONE E DI APPROSSIMAZIONE.
IL COMUNE HA CHIESTO LORO DI PROCEDERE AL PIU' PRESTO SECONDO L'UNICA INDICAZIONE DI PRIORITA' NEGLI ABBATTIMENTI DI UNA IMPOSSIBILE PREVISIONE CIRCA I TEMPI DI EVENTUALI CADUTE DEGLI ALBERI". I TECNICI DELLA DITTA ESECUTRICE, PROSEGUE IL CAPOGRUPPO DELLA QUERCIA, "SONO COSI' COSTRETTI A PROCEDERE AD ABBATTIMENTI CHE A ME PAIONO INDISCRIMINATI, SENZA CHE ESISTA NESSUN PROTOCOLLO, FIRMATO DAL COMUNE NEL CAPITOLATO IN CARICO ALL'IMPRESA, CHE STABILISCA PRECISE E OMOGENEE VERIFICHE FITO SANITARIE; MODALITA' DI CURA E/O UN SOSTEGNO ALL'ARCHITETTURA ARBOREA ALTERNATIVO ALL'ABBATTIMENTO".
IN SOSTANZA, SECONDO FERRARI "NESSUNO SA SE QUEGLI ALBERI, TROVATI ANCHE SOLO CON INDIZI DI MALATTIA, FOSSERO DAVVERO DA ABBATTERE E NESSUNO SA SE NON NE ESISTESSERO ALTRI, IN ALTRE ZONE, DAVVERO PERICOLOSI PER LA SICUREZZA DEI CITTADINI". INOLTRE, "NESSUNO SA RISPONDERE, AL MOMENTO, CIRCA IL PARERE DELLA SOVRINTENDENZA AI BENI NATURALI E PAESAGGISTICI. COSI' NON RISULTA NESSUN COINVOLGIMENTO DEL QUARTIERE". E' UN MODO DI PROCEDERE "CHE INDIGNA I CITTADINI, BEN COMPRENSIBILMENTE. CONTINUEREMO A PORRE QUESTI INTERROGATIVI AL SINDACO E AL CONSIGLIO COMUNALE. SI STA' COMPIENDO- CHIUDE FERRARI- UNA PAGINA NERA PER L'AMBIENTE A BOLOGNA".


STRADE BOLOGNA. BUCHE E INCIDENTI, DS: CITTA' ABBANDONATA= MERIGHI: INESORABILE DECLINO; FERRARI: SERVE PIANO CHIARO NON L’INSEGUIMENTO DELLE EMERGENZE
------------------------------------------------------------- MESSA PER UN MOMENTO DA PARTE LA "MANCANZA DI PROGETTUALITA'" DEL COMUNE, LA QUERCIA SCEGLIE "DI PARTIRE DAL BASSO" E "SMASCHERA" LA GIUNTA GUAZZALOCA SU "QUELLI CHE DOVREBBERO ESSERE I FONDAMENTI DI UNA BUONA AMMINISTRAZIONE: CURA E ARREDO DELLA CITTA', IL RISPETTO DEL SENSO CIVICO, LA LOTTA AL DEGRADO". I DS DI BOLOGNA, QUINDI, IN UNA CONFERENZA STAMPA A PALAZZO D'ACCURSIO MOSTRANO FOTO E DANNO DATI "ELOQUENTI". NEL 2001, A BOLOGNA, SONO STATE SEGNALATE 738 BUCHE PERICOLOSE, MENTRE I VIGILI URBANI HANNO RICEVUTO RICHIESTE DI INTERVENTO PER 104 INCIDENTI STRADALI CAUSATI DA BUCHE E AVVALLAMENTI. NUMERI CHE I DS HANNO CHIESTO DIRETTAMENTE ALLA FONTE: IL COMANDANTE DEI VIGILI, STEFANO LUCCI. E SONO NUMERI CHE SI RIFERISCONO, SPIEGA CLAUDIO MERIGHI, VICECAPOGRUPPO DELLA QUERCIA IN CONSIGLIO COMUNALE, "SOLO A SITUAZIONI GRAVI E PERICOLOSE". NON "ABBIAMO TENUTO CONTO, INFATTI, DEI DATI REGISTRATI DAL SETTORE MANUTENZIONE".
CIO' DIMOSTRA, "CHE QUESTA E' SOLO LA PUNTA DI UN ICEBERG", CHE STA PORTANDO "LA CITTA' IN UN LENTO E INESORABILE DECLINO", DOVUTO ALLO "SCARSO AMORE DELLA GIUNTA E DEL SINDACO, GIORGIO GUAZZALOCA, VERSO LA CITTA' DI BOLOGNA". UNA GIUNTA E UN PRIMO CITTADINO CHE, PER I DS, SONO ENTRAMBI RESPONSABILI "DI AVER ABBANDONATO LA CITTA', PROPRIO SU QUEI TEMI SU CUI DICEVANO DI VOLER LAVORARE".
DAVIDE FERRARI, CAPOGRUPPO DS A PALAZZO D'ACCURSIO, CHIEDE QUINDI RISPOSTE "CERTE SUI PIANI DI SETTORE, DOVE VENGANO INDICATE LE DIVERSE PRIORITA'". INSOMMA, BASTA CON "L'IMMOBILISMO DI QUESTA GIUNTA". QUELLO CHE CI VUOLE, PER LA QUERCIA, E' "UN PROGRAMMA CHIARO, CHE NON SI LIMITI AD INSEGUIRE SOLO LE SITUAZIONI DI EMERGENZA. DEVE ESSERE CHIARO CHE PER ATTUARLO CI VOGLIONO RISORSE.
LA FINANZIARIA LE TAGLIA, ANCHE AL COMUNE DI BOLOGNA. RAGIONE DI PIU’ PER INDIVIDUARE DELLE PRIORITA’ DI SPESA. A PARTIRE DALLA MANUTENZIONE. PER QUESTO ABBIAMO PROMOSSO LUNEDI’ "/-COME OPPOSIZIONI- UN CONSIGLIO STRAORDINARIO SUL BILANCIO."

- LE FOTO MOSTRANO UN MOTORINO CHE SFRECCIA SU UN AVVALLAMENTO; UN PEDONE CHE ATTRAVERSA LA STRADA COSTELLATA DI BUCHE, DOVE RISTAGNA L'ACQUA PIOVANA; UN'ALTRA BUCA PROPRIO SUL LIMITE DI DEMARCAZIONE DELLE STRISCE GIALLE PER LE CORSIE PREFERENZIALI, COLORATA ANCH'ESSA DI GIALLO. E ANCORA BUCHE AI BORDI DELLA STRADA, DOVE INIZIANO I MARCIAPIEDI, BUCHE AD UN INCROCIO, BUCHE PIENE D'ACQUA SULLA CARREGGIATA. SONE LE FOTO CHE GUIDO, IN SELLA ALLA SUA BICICLETTA, HA SCATTATO IL 13 MAGGIO, PEDALANDO LUNGO VIA BATTINDARNO, VIA EMILIA PONENTE, PORTA SANT'ISAIA, VIA SARAGOZZA, VIA SAFFI E NELLA ZONA DELL'OSPEDALE MAGGIORE A BOLOGNA. "LA SITUAZIONE DELLO STATO DI MANUTENZIONE DELLE STRADE, DEL VERDE PUBBLICO E DEGLI EDIFICI E' CRITICA", ESORDISCE SILVIA ZAMBONI, PRESIDENTE DEL QUARTIERE RENO.
UN'EMERGENZA RESA ANCOR PIU' URGENTE DALLA IMMINENTE "SCADENZA DI MOLTI DEI CONTRATTI CON LE DITTE APPALTATRICI, I COSIDDETTI GLOBAL SERVICE, DEI LAVORI DI ORDINARIA MANUTENZIONE". LA MAGGIOR PARTE DEI CONTRATTI, INFATTI, "SCADE A FINE GIUGNO, QUANDO SI PREVEDEVA CHE DOVESSE SUBENTRATE IL GLOBAL SERVICE UNICO". MA ORA CHE IL PROGETTO SLITTA A GENNAIO DEL 2003, DENUNCIA ZAMBONI, "E' A RISCHIO TUTTA LA MANUTENZIONE", VISTO CHE "LA GIUNTA DICE DI NON AVERE SOLDI PER LE PROROGHE DEI CONTRATTI". E ALLORA, "PERCHE' NON SI ATTINGE AI 44 MILIARDI DELL'ADDIZIONALE IRPEF", CHIEDE LA PRESIDENTE DEL RENO.
IL QUADRO NON CAMBIA AL QUARTIERE BORGO PANIGALE: IL PRESIDENTE, LORIS ROPA, DESCRIVE MARCIAPIEDI PIENI DI BUCHE, BARRIERE ARCHITETTONICHE PER I PORTATORI DI HANDICAP (BARRIERE "DA ELIMINARE"), GIARDINI PUBBLICI DOVE L'ERBA NON E' TAGLIATA DA MESI, DISBOSCAMENTO DI 22 ALBERI NEL PARCO DEI PINI (SENZA LA PREVISIONE DI RIMPIANTARNE ALTRI).
STESSO DISCORSO PER I QUARTIERI SAN DONATO E SAN VITALE, DOVE LE "STRADE SONO IN CONDIZIONI DISASTROSE". TUTTI PROBLEMI A CUI I CITTADINI "CHIEDONO RISPOSTE DIRETTE AI QUARTIERI", SENZA SAPERE "CHE NON E' MATERIA DI NOSTRA COMPETENZA", INCALZA VIRGIONIO MEROLA, PRESIDENTE DEL QUARTIERE SAVENA. ECCO PERCHE' "CHIEDIAMO CHE VENGANO RIVISTE PROPRIO LE DELEGHE SULL'ASSETTO DEI QUARTIERI, ACCANTO AD UN AMPLIAMENTO DEI LORO POTERI".


Tuesday, May 21, 2002

Comune di Bologna
Gruppo Due Torri-Ds per l'Ulivo

Nota stampa 20 05 2002



Un pieghevole-monstre sulle grandi realizzazioni della Giunta.
Questo sembra essere quanto annunciato da una agenzia di stampa.
Non si ricorda, a memoria d'uomo e di consigliere, un cattivo gusto così forte da fare propaganda ai progetti futuri insieme alle realizzazioni.
Si sentono poco amati ?
Vogliono dire ai cittadini increduli quanto sono bravi ?
Bene Guazzaloca e assessori paghino loro la loro propaganda.
Dopo i filmati con copione obbligatorio per gli anziani siamo all'inondazione delle case dei bolognesi con depliants avveniristici.
23.000 Euro buttati.
In sostanza: una vergogna

Davide Ferrari
Claudio Merighi






DOMANI ALLA MARCIA DI BARBIANA
PER LA SCUOLA DI TUTTI,
NEL NOME DI DON LORENZO MILANI.

Domani si svolgerà una giornata
nazionale di
testimonianza, spontanea, di cittadini
e cittadine,
per la scuola pubblica, nel paese di
don Lorenzo.
Ci sarò.
Da Bologna verremo numerosi.
Senza una organizzazione politica
adeguata, forse, ma
con una forte volontà personale.
Le parole dell'appello sottoscritto da centinaia di
insegnanti , genitori e studenti parlano chiaro.
Ci chiedono di ripartire insieme da Barbiana, il 19
maggio 2002, con una marcia
pacifica per la qualificazione e il rilancio della
scuola per tutti e per
ciascuno, per la garanzia dei diritti di cittadinanza
sociale delle nostre
ragazze e dei nostri ragazzi, per un futuro
democratico e civile del nostro paese.
Don Lorenzo Milani e la sua scuola di Barbiana
rappresentano un punto
storico dei nostri valori educativi. A cinquant'anni
da quella esperienza il
messaggio di fondo che da lì viene, è il nostro
messaggio.
Una scuola laica e pubblica, preoccupata di garantire
ad ognuno la propria
realizzazione personale, a partire da chi ha di meno.
Una scuola della ricerca, della cooperazione, per
l'uguaglianza delle
opportunità. La marcia vuol essere un'occasione per
dare forza ad un
movimento pluralista e democratico che nel paese,
nelle scuole, nelle
autonomie locali, tra gli studenti, nelle associazioni
professionali e sindacali,
sviluppi maggiore passione politica e culturale per
migliorare il nostro
sistema formativo, per una qualificazione
professionale degli operatori, per
un rapporto più intenso e integrato con il territorio.
Domani sarà una
giornata di proposta e identità, perché si riparta da
Barbiana, ridiscutendo
quello che negli scorsi anni si era iniziato a
realizzare, per migliorare
l'autonomia scolastica e la riforma dei cicli.
Una giornata per dire no alle proposte dell'attuale
governo perchè
porterebbero alla deriva la scuola pubblica. Diciamo
no a provvedimenti che introducono nuova
discriminazione e selezione, tagli allo stato sociale,
scelte conservatrici sugli insegnamenti, separazione
precoce tra percorsi
liceali e percorsi professionali, curricoli
etnico-regionali, forti limitazioni
all'autonomia scolastica.
Sono parole che interessano Bologna, dove per la prima
volta, sono a rischio diritti fondamentali
all'istruzione, si chiudono percorsi, classi, si
riducono gli insegnanti.
Anche per questo è importante confermare il valore
costituzionale e
democratico della nostra scuola, nata dalla
Liberazione e figlia di valori
comuni per tutti: libertà, uguaglianza, pluralismo,
solidarietà.

Davide Ferrari

Thursday, May 16, 2002

--------------------------------------------------------------------------------

(ER) COMUNE BOLOGNA. DS: LA MAGGIORANZA? E' SOLO CARELLA=

FERRARI PROMETTE "PROVVEDIMENTI IDONEI" DELL'OPPOSIZIONE
--------------------------------------------------------
(DIRE)- BOLOGNA- LA MAGGIORANZA A PALAZZO D'ACCURSIO? DANIELE
CARELLA, CONSIGLIERE DI FORZA ITALIA. SU 28 CONSIGLIERI DI
MAGGIORANZA, ACCUSA DAVIDE FERRARI, CAPOGRUPPO DS A BOLOGNA
NELLE SEDUTE DELLE COMMISSIONI CONSILIARI SI PRESENTA UN UNICO
RAPPRESENTANTE, CHE "ORMAI" FA LE VECI "DELL'INTERA
MAGGIORANZA". PER NON PARLARE DELLA GIUNTA, LA CUI "ASSENZA" FA
"INDIGNARE", E DEL CONSIGLIO COMUNALE, CHE "AVREBBE GIA' CHIUSO
SE NON CI FOSSE L'OPPOSIZIONE A PROPORRE IL DIBATTITO IN AULA E
SOLLECITARE RISPOSTE". INSOMMA, INCALZA FERRARI, "E' UNA
SITUAZIONE CHE NON SI PUO' PIU' TOLLERARE", E CHE NECESSITA "DI
MISURE ADEGUATE AFFINCHE' ABBIA FINE QUESTA LATITANZA FISICA E
DI SOSTANZA".
A PROVOCARE LA SCINTILLA E' STATA L'ASSENZA, QUESTA MATTINA
IN COMMISSIONE COMUNALE AFFARI GENERALI, DEL VICESINDACO
GIOVANNI SALIZZONI, CHIAMATO PER RISPONDERE AD UNA INTERPELLANZA
SULLA CARENZA DI SALE PUBBLICHE IN CITTA'. UNA POLTRONA VUOTA
RESA ANCOR PIU' EVIDENTE DALLA CONTEMPORANEA ASSENZA DI TUTTI I
CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA, FATTA ECCEZIONE DELL'IMMANCABILE
CARELLA (VISIBILMENTE SODDISFATTO DAL RICONOSCIMENTO DI
ASSIDUITA'), SUPPORTATO DAL CONSIGLIERE DI AN, ALESSANDRO
CERETTI, CHE INVECE SI LIMITA A BOLLARE LE CRITICHE DEL DIESSINO
COME "ORMAI TRITE: SI CONTINUA A SCAVARE NELLA SOLITA POLEMICA
FINE A SE STESSA". MA FERRARI NON MOLLA, E PROMETTE:
"L'OPPOSIZIONE PRENDERA' MISURE IDONEE PER FAR CESSARE QUESTA
FARSA. SIAMO GIUNTI ALLE SOGLIE DELLA DECENZA".

Wednesday, May 15, 2002


Bologna, 15 Maggio 2002


Il Patto di stabilità presentato oggi da Galletti conferma:
Bologna fortemente penalizzata dalla Legge Finanziaria.
Il 27 Maggio il Consiglio Straordinario chiesto dalle Opposizioni.



L'assessore Galletti ha, questo pomeriggio, presentato il documento: "Patto di stabilità interno 2002" ed i relativi obblighi di bilancio che ne derivano per il Comune.

"Si era diffuso un clima di allarme nei fornitori del Comune - ha dichiarato Davide Ferrari - che purtroppo non basterà a tacitare la scelta importante di pagare prioritariamente le cooperative sociali, fornitrici dei servizi più delicati alle persone.

Galletti ha profuso ottimismo in abbondanza ma, con acqua e chiacchiere non si fanno bilanci.

Dietro alla classica cortina fumogena delle dichiarazioni le cifre parlano chiaro.

Si è ridotta la possibilità di effettuare pagamenti, che è quella, lo ha confermato oggi il Dottor Bigi, (Ragioniere capo del Comune), già indicata nella circolare sua e di Biscaglia (Direttore Gen. del Comune), del 6 Marzo 2002, implicante drastici tagli, nel " bilancio vero", in quello cioè fatto con i soldi che si spenderanno realmente nel 2002.

Riassumendo, per il 2002 la Finanziaria porta al Comune di Bologna, come agli altri Comuni, assurde rigidità, tagli e incertezze nelle spese e nei pagamenti.

Per il prossimo futuro, parla chiaro lo stesso documento degli uffici che così afferma: "… al di là della contingenza 2002 appare chiaro che, in carenza di una radicale modificazione degli indirizzi di finanza pubblica espressi dal Parlamento (si intende qui la Finanziaria Berlusconi), le evidenti limitazioni della spesa nel triennio richiedono una attenta riconsiderazione, per settori di intervento, delle modalità di gestione dei servizi comunali, al fine di non trovarci in condizioni che determinino l'obbligo di una loro riduzione".

In sostanza - conclude Ferrari - oggi tagli, domani esternalizzazioni, dopodomani privatizzazioni dei servizi e loro drastica monetizzazione.

Bologna sarà fra le più penalizzate, fra le città più costrette a cambiare in peggio dai Governi del centro destra.

Abbiamo fatto convocare, Lunedì 27 maggio, alle ore 16, un Consiglio Comunale straordinario su Finanziaria e Comune di Bologna.

Vogliamo uscirne almeno con la conoscenza, dei consiglieri e della città, delle priorità programmatiche, di spesa e di pagamenti, dei settori".

p. l'ufficio stampa
M.B.

















Tuesday, May 14, 2002

Bologna 10 05 2002

NOTA STAMPA

URBANISTICA: MONACO E BIANCHI: UN ESEMPIO DI ARROGANZA DIFENSIVA.
"SIETE FERMI A'CALCE, FERRO E MATTONI'"

Sono sconfortanti le reazioni di Giunta e maggioranza del Comune di Bologna il giorno dopo il convegno dell'INU.

Purtroppo avevamo visto giusto.

Non c'è nessuna volontà di dialogo.
Così Carlo Monaco torna, oggi, sulla stampa esclusivamente per attaccare gli urbanisti e il Presidente della Commissione Consiliare, Alex Bianchi, addirittura chiede di "uscire dall'INU", per il quale ordina una "forte condanna".
Ecco due esempi di arroganza difensiva.
Ma come potrebbe essere diversamente?

Mentre la giornata dell'INU ha posto il serio problema di "privilegiare la visione complessiva rispetto agli interessi specifici" - proprio ciò che a Monaco sembra un delitto - il Comune è fermo a due pessime scelte ideologiche.

1. L'ideologia delle grandi opere, intese come valore in sé, come calce, ferro e mattoni, senza porsi il problema della loro funzionalità, senza chiedersi a chi e a che cosa servano.
2. L'ideologia di una riqualificazione urbana fatta per esclusivo impulso dei privati: dieci cento, edifici qua e là, nessuna programmazione, nessuna qualità.

Ribadisco: c'è da essere lieti che il mondo dell'urbanistica, dalla sede ufficiale, l'INU, e dalle nuove aggregazioni, come i Celestini, stia chiedendo di fare proprio il contrario.


Davide Ferrari